Friday, November 21, 2025

LADRI NELLE CARROZZE LETTO DEL TRENO

 

LADRI NELLE CARROZZE LETTO DEL TRENO

Il ladro e il suo complice. — Una donna avvenente. — Passeggeri addormentati. — Un innocente complice. — Alla ricerca del ladro. — Il signor Potter perde alcuni diamanti. — Il signor Bangs sulle tracce. — Una scoperta straordinaria. — Consigli ai viaggiatori.

Il ladro che commette tali rapine è accompagnato dalla moglie o da una compagna femminile, benché durante il viaggio nessuno sospetti alcuna complicità o familiarità tra di loro, tanto scrupolosamente evitano ogni contatto.

Il loro modus operandi è il seguente: in ogni occasione, il ladro e la sua compagna si sforzano di ottenere il vagone letto anteriore, o quello immediatamente dietro ai vagoni passeggeri, e mai prenotano una cuccetta in anticipo presso la biglietteria. I motivi sono chiari: innanzitutto, evitano il rischio di essere assegnati al vagone posteriore; ma ancor più importante, temono l’eventualità di essere separati, ed è essenziale per il buon esito del loro piano che uomo e donna siano sistemati nello stesso vagone.

La prima mossa consiste nella compagna del ladro che chiede al conduttore se può ottenere la cabina solo per sé, o, in mancanza di questa, una sezione intera come ultima risorsa. Se riesce, avvisa il complice con un segnale prestabilito, il quale a sua volta prende posto nello stesso vagone. Fin qui tutto procede bene; resta poco da fare fino al momento in cui i passeggeri si ritirano nelle loro cabine. Intanto, la signora, sola e spesso giovane e di bell’aspetto, suscita molte attenzioni e cortesie da parte del conduttore, che, come molti uomini, prova una certa tenerezza per la bellezza indifesa. Ma lei si mostra distante e appena cortese, qualche lieve segno di disprezzo è sufficiente a fargli capire che le sue avance sono sgradite, e quindi la lascia in pace."

Mentre la dama si concede tali attenzioni con il conduttore e il facchino, il ladro maschio non è stato con le mani in mano. Ha attentamente valutato i compagni di viaggio e si è fatto un’idea precisa di quali fra loro possano essere bersagli più redditizi.

Con il procedere della notte, la stanchezza prende il sopravvento sui viaggiatori, e il facchino si adopera con solerzia a sistemare le cuccette per la notte. Durante questa operazione, il ladro si abbandona a fitte osservazioni, cercando di cogliere i movimenti dei passeggeri mentre si preparano al sonno. Anche lui si ritira insieme agli altri, e ben presto tutto è avvolto dal silenzio più assoluto, rotto solo dal respiro laborioso dei dormienti.

Sta per giungere l’ora di agire, e la compagna si prepara a recitare la propria parte con il dovuto tatto. Il conduttore si è ormai ritirato, e solo il facchino è sveglio, intento a sbrigare i molteplici incarichi affidatigli. Ben presto, questi ode il suo nome sussurrato delicatamente, e riconosce la voce della sua affascinante e gentile passeggera. Lasciando i suoi compiti, si reca da lei, la quale, approfittando di un malore improvviso e di un fastidioso mal di testa, infila una somma generosa nella sua mano e gli chiede un bicchiere d’acqua fresca. Al ritorno del facchino, ella lo invita a entrare nella cabina e, con voce dolente, gli chiede di inumidire il fazzoletto e di applicarlo alle tempie doloranti. Il facchino, di cuore garbato, acconsente e si dedica a questo gesto di cortesia per venti minuti o mezz’ora.

Questo è il momento che il ladro attendeva: non appena il facchino entra nella sezione occupata dalla donna, egli dà inizio alle sue manovre. Dall’angolo delle tende scivola via l’uomo distinto, di aspetto ministeriale e rasato, che aveva appena pochi istanti prima raggiunto il riposo. Al suo posto appare un individuo con una lunga e folta barba che gli cela la metà inferiore del volto, adornato da un ampio cappello a tesa larga che gli conferisce un’aria brigantesca, ben lontana dalla sua precedente compostezza. Vestito completamente, con ai piedi un paio di pantofole di stoffa, ha la manica destra della giacca arrotolata fin dove possibile, pronto a balzare sul letto della sua prima preda.

Generalmente, trova il portafoglio o il rotolo di denaro sotto il cuscino, e in tal caso il furto è agevole: poche mosse abili e il bene dell’ignaro proprietario cambia di mano in modo completo ed efficace. Molti viaggiatori, però, si addormentano senza spogliarsi, e se sono dormienti profondi, possono essere derubati con la stessa facilità di chi si spoglia, a patto però che non riposino sul lato in cui tengono i loro averi. Bastano pochi secondi al ladro per individuare la giacenza dei valori di un dormiente; se però questi sono inaccessibili, non si attarda ma si sposta subito alla ricerca di un altro bersaglio.

Procede al vagone fumatori, accende con noncuranza il sigaro e mentre si concede il piacere della fragranza, il conduttore dà l’allarme. Il facchino e il passeggero svegliato sono tempestivamente interrogati dal conduttore allarmato.

“Lo ha visto bene?” è la domanda invariabilmente rivolta.

“Sì, lo riconoscerei tra mille,” risponde altrettanto invariabilmente.

D’accordo sulla descrizione del ladro dai folti baffi neri, scatta subito la perlustrazione dei vagoni anteriori per individuare il temerario malfattore. Mentre la ricerca si svolge, il ladro getta via il sigaro, lascia il vagone fumatori e torna a letto, passando inosservato davanti alla squadra di ricerca senza che alcun sospetto venga sollevato.

Quando il ladro e la sua compagna acquistano i biglietti, solitamente prevedono di scendere in una grande città o paese all’alba del giorno seguente. Mantenendo l’apparenza di perfetti estranei, si dirigono in alberghi diversi e la notte successiva riprendono il viaggio, pronti a operare secondo le circostanze.

Il quadro delineato rappresenta il piano generale adottato dal ladro esperto per derubare i passeggeri delle carrozze letto, sebbene qualche volta si incontri un individuo che agisce da solo, senza alcun aiuto. Questi osserva con attenzione le biglietterie, e se nota un passeggero con un portafoglio ben fornito, che pare un buon bersaglio, si dispone a prendere posto nello stesso treno e vagone.

Quando tutti sono andati a dormire, il ladro segue con cura i movimenti del facchino mentre spazza le scarpe dei passeggeri, e se si presenta l’occasione, compie il furto in un lampo, lasciando gli altri viaggiatori indisturbati. Se però il facchino vigila troppo attentamente, il ladro pazientemente attende che il custode cada in un momento di distrazione, e allora agisce con rapidità.

Il ladro solitario assume travestimenti simili a quelli descritti precedentemente e impiega la medesima tattica se la vittima si sveglia.

Talvolta, tuttavia, persone disoneste caricano sulle carrozze letto colpe non loro e gli imbroglioni denunciano furti mai avvenuti mentre la “povera” vittima dormiva. Qualche anno fa, le autorità ferroviarie mi sottoposero un caso di questo tipo, in cui la somma coinvolta era cospicua. Secondo le dichiarazioni ricevute, si trattava di un giovane gentiluomo, stimato e onesto, caduto vittima dei ladri della carrozza per la cifra di quindicimila dollari." Il signor Potter, tale era il nome del giovane, si era appena conclusa una lunga e fortunata tournée nel West, e, dopo aver condotto gli affari con la massima soddisfazione, era in viaggio di ritorno verso New York, portando con sé le preziose campionature rimaste, per un valore non inferiore a quindicimila dollari. Il percorso si era svolto senza alcun inconveniente, fino al mattino che precedette l’arrivo a New York, sulla New York Central Railroad.

Il signor Potter si era alzato dopo un riposante sonno, aveva provveduto con cura alla sua toeletta e, cercando sotto il cuscino il panciotto che custodiva il suo tesoro, rimase attonito nel constatare che tale indumento era scomparso. L’aveva lì riposto prima di addormentarsi e ora risultava introvabile. Il ladro, chiunque fosse, aveva agito con estrema perizia: non solo si era impossessato delle preziose gemme, ma aveva portato via anche gli abiti.

La costernazione e l’angoscia del signor Potter erano palpabili; dopo una rapida ma meticolosa perlustrazione del convoglio, priva di esito, il giovane si precipitò dai suoi datori di lavoro e, con voce rotta dalle lacrime, narrò la disavventura.

Furono subito prese misure drastiche: il signor Potter fu condotto presso la mia agenzia da due gentiluomini della gioielleria. Qui rinnovò il suo racconto, che non differiva affatto dalla versione fornita in precedenza. Su richiesta, stilò una relazione scritta, e benché profondamente scosso, riuscì a mettere nero su bianco gli eventi, fedelmente e senza omissioni.

Interrogammo anche i suoi datori di lavoro, ed entrambi espressero la massima fiducia nel giovane, insistendo con forza affinché le indagini procedessero con la maggior energia e tempestività possibile.

Entro sera, ogni dipendente e passeggero della carrozza letto che aveva trasportato il signor Potter a New York era stato interpellato e le loro dichiarazioni raccolte per iscritto. Prima che il signor Bangs chiudesse gli occhi al sonno, aveva già concepito un piano per scoprire la verità, pronto a metterlo in atto la mattina seguente.

Il risultato non tardò a manifestarsi. Nel giro di una settimana fu dimostrato, oltre ogni dubbio, che l’irreprensibile e stimato signor Potter aveva perso tutte le sue preziose gemme in una sola notte, giocando d’azzardo in una delle più note città del West. Pietra dopo pietra, campione dopo campione, egli aveva puntato e perso tutto al tavolo da gioco, e al sorgere del sole era ormai un uomo rovinato, e un ladro.

Invece di confessare il proprio crimine, la sua mente lavorò senza sosta per trovare espedienti che gli permettessero di eludere la pena della propria disonestà, e così nacque la storia della rapina nella carrozza letto. Ma il suo stratagemma non ebbe successo e, posto di fronte all’evidenza della sua colpa, il misero uomo crollò e confessò ogni cosa.

È tuttavia vero che i ladri esperti trovano nei numerosi e sontuosi vagoni letto un fertile terreno di azione, e il viaggiatore, sotto ogni condizione, deve esser prudente nel disporre i propri averi e denaro prima di coricarsi. Qualora un ladro venga scoperto sul fatto, siate certi che quell’uomo dal volto liscio, che non ha fatto altro che frequentare il vagone fumatori, sa più di quanto voglia rivelare; e se vi è a bordo una dama malata e intrigante, l’esperienza dimostrerà con ogni probabilità la sua complicità nel crimine.

Perciò, qualora si scopra un furto al mattino, osservate con attenzione i passeggeri che scendono dal treno di buon’ora, e considerate se tra loro vi sia un gentiluomo dall’aspetto clericale, capace di disarmare ogni sospetto, e una donna ben vestita che ha usufruito delle premure del facchino durante la notte. Se così fosse, abbiate certo che questa coppia elegante conosce più di quanto possano saperlo tutti gli altri uomini viventi riguardo ai vostri preziosi scomparsi.

I conduttori e i facchini dei vagoni letto sono, per fortuna, generalmente onesti e al di sopra di ogni sospetto, e i ladri vanno cercati altrove.

Se dunque il viaggiatore adotta le dovute precauzioni prima di coricarsi o, in mancanza, segue le indicazioni che ho fornito, i furti si ridurranno a pochi casi isolati e i colpevoli potranno essere prontamente individuati e puniti.

 

 

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