LADRI NELLE CARROZZE LETTO DEL TRENO
Il ladro e il suo complice. — Una donna
avvenente. — Passeggeri addormentati. — Un innocente complice. — Alla ricerca
del ladro. — Il signor Potter perde alcuni diamanti. — Il signor Bangs sulle
tracce. — Una scoperta straordinaria. — Consigli ai viaggiatori.
Il ladro che
commette tali rapine è accompagnato dalla moglie o da una compagna femminile,
benché durante il viaggio nessuno sospetti alcuna complicità o familiarità tra
di loro, tanto scrupolosamente evitano ogni contatto.
Il loro modus
operandi è il seguente: in ogni occasione, il ladro e la sua compagna si
sforzano di ottenere il vagone letto anteriore, o quello immediatamente dietro
ai vagoni passeggeri, e mai prenotano una cuccetta in anticipo presso la
biglietteria. I motivi sono chiari: innanzitutto, evitano il rischio di essere
assegnati al vagone posteriore; ma ancor più importante, temono l’eventualità
di essere separati, ed è essenziale per il buon esito del loro piano che uomo e
donna siano sistemati nello stesso vagone.
La prima mossa
consiste nella compagna del ladro che chiede al conduttore se può ottenere la
cabina solo per sé, o, in mancanza di questa, una sezione intera come ultima
risorsa. Se riesce, avvisa il complice con un segnale prestabilito, il quale a
sua volta prende posto nello stesso vagone. Fin qui tutto procede bene; resta
poco da fare fino al momento in cui i passeggeri si ritirano nelle loro cabine.
Intanto, la signora, sola e spesso giovane e di bell’aspetto, suscita molte
attenzioni e cortesie da parte del conduttore, che, come molti uomini, prova
una certa tenerezza per la bellezza indifesa. Ma lei si mostra distante e
appena cortese, qualche lieve segno di disprezzo è sufficiente a fargli capire
che le sue avance sono sgradite, e quindi la lascia in pace."
Mentre la dama si
concede tali attenzioni con il conduttore e il facchino, il ladro maschio non è
stato con le mani in mano. Ha attentamente valutato i compagni di viaggio e si
è fatto un’idea precisa di quali fra loro possano essere bersagli più redditizi.
Con il procedere
della notte, la stanchezza prende il sopravvento sui viaggiatori, e il facchino
si adopera con solerzia a sistemare le cuccette per la notte. Durante questa
operazione, il ladro si abbandona a fitte osservazioni, cercando di cogliere i
movimenti dei passeggeri mentre si preparano al sonno. Anche lui si ritira
insieme agli altri, e ben presto tutto è avvolto dal silenzio più assoluto,
rotto solo dal respiro laborioso dei dormienti.
Sta per giungere
l’ora di agire, e la compagna si prepara a recitare la propria parte con il
dovuto tatto. Il conduttore si è ormai ritirato, e solo il facchino è sveglio,
intento a sbrigare i molteplici incarichi affidatigli. Ben presto, questi ode
il suo nome sussurrato delicatamente, e riconosce la voce della sua
affascinante e gentile passeggera. Lasciando i suoi compiti, si reca da lei, la
quale, approfittando di un malore improvviso e di un fastidioso mal di testa,
infila una somma generosa nella sua mano e gli chiede un bicchiere d’acqua
fresca. Al ritorno del facchino, ella lo invita a entrare nella cabina e, con
voce dolente, gli chiede di inumidire il fazzoletto e di applicarlo alle tempie
doloranti. Il facchino, di cuore garbato, acconsente e si dedica a questo gesto
di cortesia per venti minuti o mezz’ora.
Questo è il momento
che il ladro attendeva: non appena il facchino entra nella sezione occupata
dalla donna, egli dà inizio alle sue manovre. Dall’angolo delle tende scivola
via l’uomo distinto, di aspetto ministeriale e rasato, che aveva appena pochi
istanti prima raggiunto il riposo. Al suo posto appare un individuo con una
lunga e folta barba che gli cela la metà inferiore del volto, adornato da un
ampio cappello a tesa larga che gli conferisce un’aria brigantesca, ben lontana
dalla sua precedente compostezza. Vestito completamente, con ai piedi un paio
di pantofole di stoffa, ha la manica destra della giacca arrotolata fin dove
possibile, pronto a balzare sul letto della sua prima preda.
Generalmente, trova
il portafoglio o il rotolo di denaro sotto il cuscino, e in tal caso il furto è
agevole: poche mosse abili e il bene dell’ignaro proprietario cambia di mano in
modo completo ed efficace. Molti viaggiatori, però, si addormentano senza spogliarsi,
e se sono dormienti profondi, possono essere derubati con la stessa facilità di
chi si spoglia, a patto però che non riposino sul lato in cui tengono i loro
averi. Bastano pochi secondi al ladro per individuare la giacenza dei valori di
un dormiente; se però questi sono inaccessibili, non si attarda ma si sposta
subito alla ricerca di un altro bersaglio.
Procede al vagone
fumatori, accende con noncuranza il sigaro e mentre si concede il piacere della
fragranza, il conduttore dà l’allarme. Il facchino e il passeggero svegliato
sono tempestivamente interrogati dal conduttore allarmato.
“Lo ha visto bene?”
è la domanda invariabilmente rivolta.
“Sì, lo riconoscerei
tra mille,” risponde altrettanto invariabilmente.
D’accordo sulla
descrizione del ladro dai folti baffi neri, scatta subito la perlustrazione dei
vagoni anteriori per individuare il temerario malfattore. Mentre la ricerca si
svolge, il ladro getta via il sigaro, lascia il vagone fumatori e torna a letto,
passando inosservato davanti alla squadra di ricerca senza che alcun sospetto
venga sollevato.
Quando il ladro e la
sua compagna acquistano i biglietti, solitamente prevedono di scendere in una
grande città o paese all’alba del giorno seguente. Mantenendo l’apparenza di
perfetti estranei, si dirigono in alberghi diversi e la notte successiva riprendono
il viaggio, pronti a operare secondo le circostanze.
Il quadro delineato
rappresenta il piano generale adottato dal ladro esperto per derubare i
passeggeri delle carrozze letto, sebbene qualche volta si incontri un individuo
che agisce da solo, senza alcun aiuto. Questi osserva con attenzione le
biglietterie, e se nota un passeggero con un portafoglio ben fornito, che pare
un buon bersaglio, si dispone a prendere posto nello stesso treno e vagone.
Quando tutti sono
andati a dormire, il ladro segue con cura i movimenti del facchino mentre
spazza le scarpe dei passeggeri, e se si presenta l’occasione, compie il furto
in un lampo, lasciando gli altri viaggiatori indisturbati. Se però il facchino
vigila troppo attentamente, il ladro pazientemente attende che il custode cada
in un momento di distrazione, e allora agisce con rapidità.
Il ladro solitario
assume travestimenti simili a quelli descritti precedentemente e impiega la
medesima tattica se la vittima si sveglia.
Talvolta, tuttavia,
persone disoneste caricano sulle carrozze letto colpe non loro e gli
imbroglioni denunciano furti mai avvenuti mentre la “povera” vittima dormiva.
Qualche anno fa, le autorità ferroviarie mi sottoposero un caso di questo tipo,
in cui la somma coinvolta era cospicua. Secondo le dichiarazioni ricevute, si
trattava di un giovane gentiluomo, stimato e onesto, caduto vittima dei ladri
della carrozza per la cifra di quindicimila dollari." Il signor Potter,
tale era il nome del giovane, si era appena conclusa una lunga e fortunata
tournée nel West, e, dopo aver condotto gli affari con la massima
soddisfazione, era in viaggio di ritorno verso New York, portando con sé le
preziose campionature rimaste, per un valore non inferiore a quindicimila dollari.
Il percorso si era svolto senza alcun inconveniente, fino al mattino che
precedette l’arrivo a New York, sulla New York Central Railroad.
Il signor Potter si
era alzato dopo un riposante sonno, aveva provveduto con cura alla sua toeletta
e, cercando sotto il cuscino il panciotto che custodiva il suo tesoro, rimase
attonito nel constatare che tale indumento era scomparso. L’aveva lì riposto
prima di addormentarsi e ora risultava introvabile. Il ladro, chiunque fosse,
aveva agito con estrema perizia: non solo si era impossessato delle preziose
gemme, ma aveva portato via anche gli abiti.
La costernazione e
l’angoscia del signor Potter erano palpabili; dopo una rapida ma meticolosa
perlustrazione del convoglio, priva di esito, il giovane si precipitò dai suoi
datori di lavoro e, con voce rotta dalle lacrime, narrò la disavventura.
Furono subito prese
misure drastiche: il signor Potter fu condotto presso la mia agenzia da due
gentiluomini della gioielleria. Qui rinnovò il suo racconto, che non differiva
affatto dalla versione fornita in precedenza. Su richiesta, stilò una relazione
scritta, e benché profondamente scosso, riuscì a mettere nero su bianco gli
eventi, fedelmente e senza omissioni.
Interrogammo anche i
suoi datori di lavoro, ed entrambi espressero la massima fiducia nel giovane,
insistendo con forza affinché le indagini procedessero con la maggior energia e
tempestività possibile.
Entro sera, ogni
dipendente e passeggero della carrozza letto che aveva trasportato il signor
Potter a New York era stato interpellato e le loro dichiarazioni raccolte per
iscritto. Prima che il signor Bangs chiudesse gli occhi al sonno, aveva già
concepito un piano per scoprire la verità, pronto a metterlo in atto la mattina
seguente.
Il risultato non
tardò a manifestarsi. Nel giro di una settimana fu dimostrato, oltre ogni
dubbio, che l’irreprensibile e stimato signor Potter aveva perso tutte le sue
preziose gemme in una sola notte, giocando d’azzardo in una delle più note
città del West. Pietra dopo pietra, campione dopo campione, egli aveva puntato
e perso tutto al tavolo da gioco, e al sorgere del sole era ormai un uomo
rovinato, e un ladro.
Invece di confessare
il proprio crimine, la sua mente lavorò senza sosta per trovare espedienti che
gli permettessero di eludere la pena della propria disonestà, e così nacque la
storia della rapina nella carrozza letto. Ma il suo stratagemma non ebbe successo
e, posto di fronte all’evidenza della sua colpa, il misero uomo crollò e
confessò ogni cosa.
È tuttavia vero che
i ladri esperti trovano nei numerosi e sontuosi vagoni letto un fertile terreno
di azione, e il viaggiatore, sotto ogni condizione, deve esser prudente nel
disporre i propri averi e denaro prima di coricarsi. Qualora un ladro venga scoperto
sul fatto, siate certi che quell’uomo dal volto liscio, che non ha fatto altro
che frequentare il vagone fumatori, sa più di quanto voglia rivelare; e se vi è
a bordo una dama malata e intrigante, l’esperienza dimostrerà con ogni
probabilità la sua complicità nel crimine.
Perciò, qualora si
scopra un furto al mattino, osservate con attenzione i passeggeri che scendono
dal treno di buon’ora, e considerate se tra loro vi sia un gentiluomo
dall’aspetto clericale, capace di disarmare ogni sospetto, e una donna ben
vestita che ha usufruito delle premure del facchino durante la notte. Se così
fosse, abbiate certo che questa coppia elegante conosce più di quanto possano
saperlo tutti gli altri uomini viventi riguardo ai vostri preziosi scomparsi.
I conduttori e i
facchini dei vagoni letto sono, per fortuna, generalmente onesti e al di sopra
di ogni sospetto, e i ladri vanno cercati altrove.
Se dunque il
viaggiatore adotta le dovute precauzioni prima di coricarsi o, in mancanza,
segue le indicazioni che ho fornito, i furti si ridurranno a pochi casi isolati
e i colpevoli potranno essere prontamente individuati e puniti.
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